Italia: il giornalista non deve essere ritenuto responsabile per i commenti di terzi sui social media
In vista dell’udienza davanti alla Corte di Cassazione italiana nel caso di Fabio #Butera, giornalista ritenuto responsabile per i commenti fatti da altri su un post sulla sua pagina Facebook, ARTICLE 19 ribadisce la propria convinzione che il tribunale debba tutelare la libertà di espressione online. I tribunali di grado inferiore hanno ordinato a Butera di risarcire i danni per non aver rimosso i commenti di terzi, sostenendo che doveva esserne a conoscenza ma aveva scelto di non agire. Sostenere la decisione del tribunale di grado inferiore sarebbe profondamente preoccupante, poiché imporrebbe di fatto obblighi di moderazione dei contenuti agli utenti comuni, ponendo seri rischi al dibattito pubblico e incentivando l’autocensura. L’ARTICOLO 19 invita la Corte di Cassazione ad annullare la sentenza del tribunale di grado inferiore e a confermare che gli utenti non possono essere ritenuti responsabili per commenti di terzi.
@macfranc @giornalismo io sono sempre basito da queste sentenze : se io posto qualcosa son responsabile di quanto scrivo io. Ma se qualcuno mi risponde, o risponde al mio scritto (che è cosa in parte diversa) perché mai dovrei esser responsabile io di quanto scrive un’altra persona ? O forse vogliamo dire che certi temi van tenuti nell’ombra ? E peró così è censura, e non va bene per nulla …
@andre123 @macfranc @giornalismo
Sei responsabile se di fronte a motivata richiesta non rimuovi il commento.
Sul tuo profilo sei come un piccolo editore.
Altrimenti metti commenti chiusi.
A me non pare sbagliato@mariosiniscalchi @macfranc @giornalismo e qui mi trovo in dubbio. Nel momento in cui acquisisco visibilità (cioè non sono più io signor qualunque che non se lo fila nessuno) mi viene appioppata una responsabilità di controllo non solo su quanto scrivo, ma anche sulle reazioni che eventualmente provoca. Questa linea di pensiero mi convince poco, più che altro perché penso finirebbe col limitare la libertà di pensiero. Oltre a quel che penso e scrivo (e di cui naturalmente son responsabile ) devo farmi carico (io) di gestire le reazioni altrui occupandomi di cancellare , segnalare eventualmente ecc. E questo non per “buon senso” (se uno posta istruzioni per fare una bomba sotto a un mio post - e se le vedo - le cancello) , ma per dovere. A ma non sembra una grandissima idea. Un pó come chiedere ai fornitori di accesso alla rete di monitorare che non venga usata per guardar le partite a gratis…
@mariosiniscalchi no Attenzione però perché non c’era stata nessuna segnalazione nei confronti dei commenti. Come se fossero stati messi lì proprio come una bomba a innesco ritardato creata per colpire il giornalista
@macfranc @mariosiniscalchi @giornalismo
Ecco questa è una precisazione importante, che peraltro rafforza la mia idea che render responsabile un giornalista dei commenti sotto a un suo articolo/post sia più uno strumento che limita la libertà che non qualcosa volto a mantenere un pò di civiltà in rete.
@andre123 interessante questo video in cui Charlotte Matteini spiega e commenta la vicenda
@macfranc @andre123 @giornalismo interessante?
Insopportabile!
Una notizia da date in 15 sec. Che la tira a minuti x avere soldi da YT.@mariosiniscalchi è un video. E poi Charlotte Matteini è così, ha quello stile 😅
È comunque interessante perché lei stessa si è trovata in situazioni del genere pensasse senza arrivare esiti giudiziariSe hai necessità di precisione e stringatezza puoi sempre leggere @Vitalba e l’articolo che ha scritto su Domani
@macfranc @Vitalba @andre123 @giornalismo
Rimango della mia idea,
Se lasci commenti aperti devi leggerli e controllarli.
Se non vuoi problemi li chiudi.
Chi dovrebbe cancellare le offese sul tuo profilo?
Ci vuole presa di responsabilità e comportarsi di conseguenza“E che Butera li conoscesse, dicono i giudici, si desumerebbe dal fatto che, successivamente al post originario, aveva pubblicato due interventi sulla sua bacheca Facebook.”
@andre123 @macfranc @giornalismo
Come se scrivessi su un muro e il responsabile fosse il proprietario del muro.
@GustavinoBevilacqua @macfranc @giornalismo
O il muro stesso, che ti ha provocato standosene lì…@andre123 @macfranc @giornalismo
E se scrivo “T’amo” sulla sabbia allora è colpa del demanio!
@macfranc @giornalismo Sono pienamente d’accordo sul fatto che il giornalista, o comunque l’admin della pagina, non dovrebbe essere ritenuto responsabile della monnezza che gli altri commentano. Primo per una questione di dibattito che perde autenticità e rimuovere i commenti di propria iniziativa può reprimere il dissenso, e secondo perché un simile ragionamento, deresponsabilizza i commentatori “io posso scrivere quello che voglio, tanto poi se paga, paga Pantalone”. Mi spiego? Invece se la figura da pirla ce l’hai fatta tu insultando, devi risponderne tu.
Dall’altro lato però, penso che qualcosa vada fatto. Uno non può venire a dare del pedofilo a chiunque, o a dire “morissero tutti” perché è libertà di espressione. Il dissenso non vuol dire che ti tiri giù le braghe e defechi sul piatto di chi non ti piace!@elettrona ma poi non si capisce Per quale motivo, in assenza di qualsiasi segnalazione, dovrebbe pagare l’autore di un post sotto il quale ci sono commenti inadeguati e non il gestore della piattaforma
@macfranc @giornalismo Già, le piattaforme dovrebbero pagare per aver consentito commenti inappropriati. Ma nel caso di una istanza fediverso, se tu ricevi insulti rivolti a un altro, potresti pure trovarti a pagare per qualcosa che tu potresti neanche aver visto. Hai idea del burnout?
@elettrona @giornalismo non ho detto che il responsabile della piattaforma deve pagare a prescindere, Ma che deve farlo nel momento in cui riceve una segnalazione e non provvede





