MATTEO SALVINI VOLEVA FARE RICORSO DOPO AVER PERSO IL PROCESSO CONTRO SAVIANO MA NON PUÒ A CAUSA DI UNA LEGGE VOLUTA E VOTATA ANCHE DA LUI…

Matteo Salvini ha un problema. Matteo Salvini ha un problema con Matteo Salvini.

Il tribunale di Roma, come ormai saprete, ha assolto Roberto Saviano dall’accusa di diffamazione per averlo chiamato “ministro della malavita”.

A questo punto uno pensa: vabbè, il Capitano farà ricorso in appello. E invece no.

Perché non può fare ricorso.

Perché nel 2024 il Capitano ha votato una legge, la legge Nordio. Quella legge che, tra le altre perle, vieta al pubblico ministero di fare appello contro un’assoluzione quando il reato prevede una pena sotto i quattro anni.

E indovinate un po’ quale reato rientra in questa categoria?

Esatto. La diffamazione.

Quindi, ricapitoliamo: Salvini querela Saviano. Saviano viene assolto. Salvini vorrebbe fare appello. Ma la legge che ha votato Salvini gli impedisce di fare appello. Perché Salvini ha votato contro Salvini senza saperlo.

È il Tafazzi della politica italiana. Ma il capolavoro non finisce qui.

Perché Salvini, di fronte alla sentenza, ha annunciato: “Lo riquerelo. Magari trovo un altro giudice di sinistra”.

Ma non può fare nemmeno quello. L’articolo 649 del codice di procedura penale lo vieta espressamente: una volta che un processo si è chiuso con proscioglimento, non si può farne un altro per lo stesso fatto.

Quindi Salvini, che minaccia una nuova querela, sta minacciando una cosa che non esiste. Sta promettendo battaglia in una guerra che non si può combattere.

Otto anni per arrivare qui. All’assoluzione di uno scrittore contro cui voleva vendicarsi. Senza possibilità di ricorso. Grazie a una legge votata da lui stesso.

Saviano, nel frattempo, continua a scrivere libri.

E Salvini, nel frattempo, continua a votare leggi.

Vota ancora, Matteo. Vota. 😉

Da -Abolizione del suffragio universale-

#salvinivsSaviano

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